Come non creare collettivamente risultati che nessuno vuole

Questo articolo inizia con alcune considerazioni “un po’ pessimistiche” ma c’è un lieto fine.
Tieni duro e continua a leggere perché ha in realtà l’obiettivo di introdurre una metodologia molto innovativa per la risoluzione di problemi complessi e indefiniti, anche economici e sociali: la Theory U ideata da Otto Scharmer, co-fondatore del Presencing Institute e Senior Lecturer dell’MIT.
Riguarda profondamente il mio lavoro in quanto sta condizionando sempre di più il modo con cui in BigName applichiamo il Design Thinking al tema dell’innovazione professionale.

Ecco le considerazioni pessimistiche

Collettivamente creiamo risultati che nessuno vuole.

È il primo tema che ho imparato da Otto e mi ha colpito profondamente.
Viviamo in un’epoca caratterizzata da un fallimento istituzionale colossale.
Debito pubblico, globalizzazione, disoccupazione, istruzione, crisi finanziaria, surriscaldamento globale, rifugiati, Siria, povertà, terrorismo.
La notizia ha girato molto: 8 persone nel mondo sono ricche come il 50% della popolazione.
Stiamo annientando le comunità, la natura, la vita, le fondamenta del benessere del nostro benessere sociale, economico e spirituale.

Social field

Secondo Otto alla base di questi fenomeni sta la mancata consapevolezza del meccanismo che li genera.
Del resto è evidente quanto i maggiori media e gli esperti più in vista abbiamo completamente mancato di prevedere le crisi del 2001 e del 2008. Così come il trend di “uomini forti”, (strongman), che stanno prendendo sempre più potere nel mondo e in Italia.


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L’impossibile è il mio mestiere: ma deve diventare il vostro!

Il tema principale è…. cos’è impossibile?
Il vostro vero mestiere è l’impossibilità.
L’impossibile è il mio mestiere: ma deve diventar il vostro!
Gianni Degli Antoni, professore, mentore, genio.

Goditi direttamente le sue parole e scopri meglio chi era gda nel brevissimo video qui sotto:

Mentre Internet esplode di aneddoti, ricordi e gratitudine e i media tradizionali se ne fottono, questo è quello che mi sento di scrivere dopo che gda, il mio amato professore, maestro e amico Gianni Degli Antoni, ci ha lasciato (Sabato 9 Aprile 2016).

Sì, gda, il padre dell’informatica italiana. Così in molti lo hanno definito e io posso testimoniarlo, anzi ricordarlo come il padre delle aziende informatiche italiane, suo vero chiodo fisso. Anche perché ha fatto molto ma molto di più, in molti altri campi! Ad esempio me.
Mio padre mi ha detto che la prima volta che l’ho “conosciuto” avevo solo qualche mese mentre camminavano entrambi con i figli nei rispettivi passeggini al parco di Piazza Leonardo da Vinci di Milano, tra Politecnico e facoltà di Matematica.
Sì, mio padre, allora studente lavoratore a matematica, quello stesso uomo che fece la tesi con gda trent’anni prima di me per laurearsi in matematica con indirizzo informatico.
Lo stesso che mi inviò da Gianni per “orientarmi agli studi”… a 17 anni, quando ero orientato a ben altro.
Ricordo come fosse ora che, mentre attendevo il mio turno, lui parlava calmissimo con qualcuno al telefono e alla fine della conversazione mi disse raggiante: “era un qualche militare americano super-incazzato. Diceva che i nostri ragazzi del dipartimento sono penetrati in qualche loro sistema: ma è fantastico!!!”

E infatti è finita che mi sono iscritto proprio lì e ho fatto anche io una tesi con gda e con mio padre come correlatore. [Continua…]

Torna il Personal Branding Canvas al Wired Next Fest

Dopo l’enorme energia dello scorso anno, Wired ha voluto riproporre il format con il Personal Branding Canvas questa Domenica 24 Maggio dalle 17:30 presso il Museo di Storia Naturale.

Edizione Lavoro del Canvas

Quest’anno, però, ho deciso di dedicare l’evento a tutti coloro che in questi tempi difficili stanno cercano un impiego o vogliono cambiarlo. Presenterò, infatti, una versione del Personal Branding Canvas che ho creato appositamente per la ricerca di impiego.

Ho ideato questa edizione partendo dalle esigenze di centinaia di studenti incontrati presso Università quali IULM, Politecnico di Milano, Cattolica, Ca’ Foscari e IED. Ma anche gli studenti dell’MBA della Bocconi, i brillanti innovatori di Digital Accademia e gli studenti di moltissimi Master della Business School de Il Sole 24 Ore. [Continua…]

Un Poster per la tua Analisi SWOT

Nel gruppo privato su Facebook legato al progetto #SheFactor (dell’amica Francesca Parviero e di cui sono uno dei giudici) ho fatto alle partecipanti una domanda che mi sta molto a cuore: cosa significa per voi sapersi valorizzare? Ebbene, il 99% delle risposte verteva sui temi del saper identificare i propri punti di forza e debolezza e cogliere le opportunità.
Ecco perché, dopo averlo testato nei miei workshop con il Personal Branding Canvas, ho pensato di distribuire gratuitamente il PDF della Personal SWOT Matrix.

Personal SWOT Matrix PDF poster [Continua…]

Ecco Personal Branding per il Manager, edito da Hoepli

Personal Branding per i manager di William Arruda e Deb Dib a cura di Luigi Centenaro edito da HoepliInizio il nuovo anno vedendo venire alla luce una nuova curatela: il libro di William Arruda e Deb Dib, Personal Branding per il Manager, edito da Hoepli.

William è attivo dal 2003 sul tema ed è il fondatore di gran parte del movimento professionale attorno al Personal Branding, tramite la Reach Certification che ha formato migliaia di Personal Branding Strategist nel mondo. Deb Dib è stata una delle prime a certificarsi e a specializzarsi sulle figure executive ed è una coach molto esperta.

Il volume è, infatti, un manuale di istruzioni disegnato appositamente per manager e imprenditori, così come per le manager e le imprenditrici (l’articolo IL nel titolo non ha niente a che fare con un discorso di genere ma è un rafforzativo per rimarcare il riferimento al leader ben visibile e rilevante), per comprendere e sfruttare il potere della loro immagine personale tramite il Personal Branding, per favorire sia la loro carriera, sia il successo della loro attività e della loro azienda.

Per chi ha poco tempo

Ho la fortuna di conoscere William da alcuni anni e ho voluto e curato personalmente l’edizione italiana proprio perché risponde in modo pratico e schematico alla principale esigenza che ho riscontrato nei miei clienti executive: ottenere il massimo dei risultati con il pochissimo tempo a disposizione. Questo in due modi:

  1. Il volume prima di tutto offre una struttura suddivisa in paragrafi molto snelli, per poter essere letti anche nei ritagli tempo
  2. In secondo luogo propone un importante e semplice accorgimento: attivare la propria strategia per piccoli passi, dedicando meno di 10 (9!) minuti al giorno alla nostra carriera e al nostro Brand. Sapevi che 9 minuti al giorno, per 5 giorni alla settimana, equivalgono a circa 40 ore – una settimana di lavoro – in un anno? Interamente dedicata alla tua carriera!

Manager avvisato mezzo salvato

Ti avviso subito: lo stile del libro è decisamente irriverente. Questo soprattutto grazie alla originale  metodologia SMETTI, OSA, FAI! sviluppata proprio da William e Deb.
Un aspetto che talvolta scoraggia chi vuole attivare il proprio Personal Brand è quello di aver timore di osare, ancorandosi a inefficaci convinzioni. Ad esempio il falso mito per cui la visibilità non sia almeno altrettanto importante rispetto alla competenza. Così come l’idea che il Brand della propria azienda non possa essere rafforzato con quello delle  singole persone e che esporci come individui possa essere deleterio per entrambi. Nell’era della Rete non è un po’ surreale avere a che fare con gli impersonali profili Twitter di aziende e prodotti? Perché invece non relazionarsi direttamente con i loro referenti, che diventano così veri e propri Brand Ambassador? Lo stesso vale con l’ossessione di dover seguire per forza una complessa strategia. Per iniziare, infatti, non occorre inventare nuove iniziative creative o stendere complesse linee editoriali. Chi occupa posizioni apicali vive già aspetti professionali e di pensiero rilevanti per il pubblico e gli influencer, ma se nessuno lo sa è dura sviluppare un’immagine consistente. Occorre imparare a considerasi come un media e avere l’accortezza di aggiungere in maniera naturale nuove sane abitudini online alla propria e attuale vita professionale.

Sono concetti che avevo inserito qualche anno fa quando ho steso un agile volume sul tema per Asseprim/ConfCommercio, ma in Personal Branding per il Manager sono piacevolmente espressi in maniera non convenzionale e nel contempo chiara e precisa, che riesce a scuotere, sfatando falsi miti non senza una certa enfasi.

Quindi perché aspettare: SMETTI, OSA, FAI!

Vai alla pagina dedicata al libro su PersonalBranding.it e scarica gratuitamente l’indice e il primo capitolo.