L’omino è un wurstel, ma è felice

The Happy HotDog Man: come fai a resistere a non comprarlo?
Io compro un sacco di queste idiozie, ho persino lo spremigrumi da avvitare!
Quando vedo le dimostrazioni ai mercati mi devono trascinare via…

Il pezzo dove il bambino dice “è come un gioco che si mangia” è da antologia della pubblicità spazzatura.
Riporta in vita i wurstel ordinari“…
E la bimba credibile che dice: “The Happy HotDog Man is awesome“?

Scommetto che ne vendono a mazzi…

Facebook dà qualche giro di vite verso la monetizzazione?

Tempi duri per chi fa strategie social pure su Facebook?
Facebook cambia e lo fa in piccole mosse, ma sempre più grandi diventano le conseguenze. Quello che piano piano vedo è che Facebook fa (giustamente) sempre di più i propri interessi, monetizzando la presenza delle aziende, in particolare spingendole a comprare pubblicità. Occorre dire anche che in alcuni casi difende l’esperienza online dei propri utenti, spesso eccessivamente spammati.

Ecco alcune delle più recenti:
[Continua…]

Ma smettila con queste cagate autopromozionali!

Chris Brogan è uno dei migliori blogger sui temi del Social Media Marketing e del Personal Branding in circolazione.
Scrive con uno stile molto “diretto”, come piace a me…
Traduco questo pezzo, davvero efficace, sul perché hanno veramente rotto con quello stramaledetto, noiso e inutile linguaggio autopromozionale.

L’articolo

Grazie al nostro premiato processo interno disegnato per incontrare i vostri bisogni di business, siamo sicuri che adorerete la nostra soluzione progettata per pensare al futuro…

Cosa? Ma stai zitto! Smettila proprio. Non so perché dobbiamo sempre ripetere la lezione, ma facciamolo, per chiarezza: tutto quello che sai sulla gestione di una buona cena, si applica a tutta la comunicazione di business. Ad esempio: a meno che uno non sia un completo §tronzo, non spende tutta la serata a parlare di se stesso…

Vuoi promuovere la tua azienda? Esci fuori e fai in modo che la gente diventi protagonista. Quando ero un aspirante chitarrista di una band dilettante al liceo, ho letto tutti gli articoli scritti dai miei preferiti. Se Eddie Van Halen o James Hetfield o Chuck D usavano un qualche strumento, io pensavo “ecco come mai il loro sound è così grandioso” e me lo annotavo per mettere via i soldi per comprarmelo.
Nessuna azienda può pagare per farmi fare quello sguardo che avevo per quell’artista e i suoi strumenti.

Al liceo ero un grande a Dungeons and Dragons (in altre parole un perdente). Io e i miei amici ci sfidavamo 4 o 5 volte alla settimana nella mia cantina. Nessuno spot non mi avrebbe mai potuto vendere l’idea che quella roba fosse migliore di qualsiasi altro gioco, perché già lo sapevamo! Perché ci avevano dato il potere di essere i “signori del nostro destino”.

Ecco una verità: se sei costretto a dirmi che sei il migliore, non lo sei. Se devi scrivere che hai un qualcosa vincitore di premi, allora hai paura che io non sappia che sei bravo. Se vendi il non so cosa migliore nel mondo, allora smettila di parlarne! Dimmi come posso usarlo per diventare una superstar!
Il miglior momento, il più magico, nel marketing è quello di scoprire i tuoi clienti che parlano alla grande di te. Dagli quel microfono, c@zzo, dagli il palco, falli diventare il centro del tuo mondo, non il tuo stupido concorso con video generati dagli utenti tipo “Arriva da solo fino a Maui”.

Credimi: hai qui il miglior strumento del mondo per scoprire chi parla bene della tua azienda e per dare loro un ruolo da protagonisti sul palco. Fallo, smettila con l’autopromozione.

A proposito: se nessuno parla alla grande di te, questo è tutto un altro problema…

Comportati meglio di un Brand

Questo articolo nasce da:

  • alcune telefonate avute con Tommaso Sorchiotti (con cui si collabora su un fantastico progetto su questo argomento).
  • creative chiacchierate con Giacomo Bruno.
  • alcuni articoli del sempre brillante Maurizio Goetz, che è un faro per me sui temi del Branding (e che oggi compie gli anni!)
  • un Post di Marco Massarotto.

Qualità o Marketing

I migliori Brand spesso vendono di più. Talvolta non solo per merito della loro qualità. Ci sono moltissimi e complessi aspetti emozionali alla base del loro successo. Ad esempio: il Rolex misura davvero il tempo meglio di altri orologi?
Nelle liste stilate di Altroconsumo e similari, il miglior Brand non sta al primo posto della classifica per qualità. Queste riviste sono degli ottimi servizi per identificare prodotti di alta qualità con Brand meno forti e spesso a minor costo.

Cosa sta cambiando

Ma cosa è cambiato con l’avvento di Internet?
Adesso il Brand appartiene sempre di più ai suoi clienti, che online possono commentare, discutere, giudicare, lodare, disprezzare e talvolta anche condannare e diffamare prodotti e servizi.
Il messaggio può essere cambiato, rovinato, migliorato, ma anche direttamente creato dagli utenti…
Un esempio (legato alla politica, ma rende l’idea) è il generatore di cartelloni elettorali di UDC e PD, semplicemente geniale.
Per non parlare del caso Domino’s Pizza.

Nascoste dietro i loro Brand

Ma diciamoci la verità: siamo ancora lontani da un’Internetcrazia vera e propria, in cui gli utenti POSSIEDONO e FORMANO i BRAND, come molti affermano con entusiasmo…
Per quanto partecipi alla conversazione, dietro un Brand c’è sempre un’azienda ed è facile che scappi la mano: bombardamenti pubblicitari, finte campagne, finte dichiarazioni di partecipazione solidali, finti blog o (peggio) orrendi e inutili Blog. E ancora: contratti poco chiari o in mala fede e offerte che diventano presto trappole.
Facile: i manager si nascondono dietro le loro aziende e queste si nascondo dietro i loro Brand.

Ma TU non puoi permettertelo

Quando dietro il Brand c’è una persona la storia è ben diversa.
Perché ci sei solo tu e la tua rete di contatti a definire la tua reputazione. Non puoi nasconderti dietro a nulla, perché il tuo Brand sei Tu. Su Internet circola il tuo Brand insieme alla tua persona e ai tuoi servizi.
Un’azienda può cambiare il suo Brand o averne diversi. Per me e per te non è proprio immediato, a meno di non cambiare NOME E COGNOME, TUTTA la tua rete di contatti e riempire Google con almeno 3 pagine di nuovi risultati!

Per questo il Personal Branding è un impegno e una garanzia per i tuoi clienti.

Strategie fondate sul Valore

Nel Personal Branding se non hai valore non hai un buon Brand. La strategia fondamentale è sempre quella di generare valore, aiutare e condividere, cose molto semplici da fare nell’era di Internet. E poi il Social Networking: contattare altri utenti, creare relazioni, dare consigli e chiederli. Puoi certamente utilizzare le migliori tecniche di Marketing e Branding prendendo spunto dalle aziende. Non c’è niente di male nel saper comunicare bene i propri punti di forza.

Insomma:

Comportati meglio di un Brand

FaceBook, Microsoft e il Social Advertising

Chiunque conosca Facebook sa già del deal con Microsoft: ha acquisito l’1,6% della società per 240 Milioni di Dollari…
Ehm…quindi FaceBook varrebbe 15 Miliardi di Dollari?

Sì, se FaceBook inizia a fare business seriamente, allora sì… li vale…

Al momento, però, FaceBook vive i tipici problemi dei Social Networking:
1. Advertiser poco inclini ad investire su un canale che possono “controllare” poco e che non vogliono vedere i loro marchi associati con le schifezze che gli utenti spesso mettono online.
2. Il click rate di FaceBook è segreto ma, così come per MySpace, è presumibilmente molto basso…
Si attesterebbe intorno allo 0.04%: solo 400 click ogni milione di impression vengono cliccati! MySpace si attesterebbe intorno al 0,10%.

Ma se Microsoft (che ne vale più di 200 di Miliardi) investe in FaceBook è segno che crede che questi numeri siano destinati a cambiare…
A questo farebbero pensare i recenti annunci di Zuckerberg & Co circa l’introduzione di un innovativo modello pubblicitario: il Social Advertising.
Marck Zuckerberg
Quello che fuziona su FaceBook è tutto ciò che è virale e fortemente integrato con gli aspetti di Networking, cioè con gli utenti, le loro connessioni e le loro preferenze: il famoso “FaceBook Social Graph”.

Questo modello di Advertising non farebbe differenza in quanto prevederebbe scenari tipo: Ciao, Venerdì è il compleanno del tuo amico Bob, che gioca a Golf, perché non gli compri un regalo su www.Maxisport.it/golf?

PS
L’8 Gennaio è il mio compleanno, sostituire Bob con Luigi please.

Affiliazioni su Internet: cosa sono e perché sono “cosa buona e giusta”

Uso con gioia eBay da anni ormai e ho venduto e comprato parecchie cose…
Avrò suggerito eBay ad almeno una trentina di amici: tutti diventati utenti attivi e soddisfatti…
Scherzando, una volta uno di loro mi disse: dovresti farti pagare perché gli porti tutti questi iscritti…
Per curiosità visito il loro sito e scopro che effettivamente eBay mi avrebbe dato fino a 25 euro per ogni nuovo utente che:

  • si registra sul sito www.eBay.it
  • conferma la sua registrazione
  • partecipa ad un’asta online o effettua un acquisto in formato Compralo subito sul sito www.eBay.it entro 30 giorni dalla data di conferma della registrazione.

Quando ho letto la tabella e ho scoperto di rientrare con 30 nuovi utenti nella fascia dei 15 Euro sono trasalito… guadagnare 450 Euro semplicemente consigliando una cosa che ritengo utile ed intelligente?
Sono da sempre su LinkedIn, eCademy & Co… ho sempre creduto nel “winning by sharing”, ovvero “vincere condividendo”… ma qui stiamo parlando di una cosa ancora più divertente: guadagnare condividendo!
E nell’era dell’informazione un consiglio può fare la differenza…
Insomma: io se scrivo su qualcosa e trovo che vi è legata anche un’affiliazione, aggiungo il link e faccio decidere agli utenti… così, oltre a dare un’informazione che ritengo utile, ci guadagno pure!

Perché questo sono le affiliazioni: suggerire un sito, un prodotto o un servizio, magari qualcosa in cui uno crede o che ritiene valida e ricevere una commissione a valle della visita, dell’acquisto o della sottoscrizione da parte di un utente che cita il tuo nome o un codice che permetta di identificarti.
Tipicamente questo si realizza ottenendo dall’azienda a cui vi affiliate un codice o un banner o un link che cliccato porta alla pagina di sottoscrizione o acquisto del servizio o prodotto proposto dalla stessa azienda.
[Continua…]

Miniguida: Guadagnare con Google

Molti mi chiedono come facciano tutte queste persone a guadagnare con Google…

L’idea che ci sta sotto è bellissima: guadagnare con il minimo sforzo, anche mentre sei al lavoro o stai dormendo!

In questo Post descrivo brevemente, ma lasciando tutti i riferimenti utili, il metodo basato su AdWords.

In primo luogo, cosa è AdWords?
È un sistema che permette di pubblicare quegli annunci che trovate quasi sempre sulla destra e in testa ai risultati delle ricerche effettuate su Google.
Questi annunci sono relazionati all’argomento della tua ricerca, in quanto sono legati alle parole chiave da te utilizzate.
[Continua…]